Le chiusure valgono per tutti?



Le nostre valutazioni ci indicano che le chiusure, se relative a motivi di ordine sanitario e a cui siamo sottoposti da più di un anno, dovrebbero valere per tutti o per nessuno.

Servizi mensa, autogrill e ristoranti attività ricettive possono infatti offrire il servizio regolarmente, senza ALCUNA RESTRIZIONE.


SOLO i ristoranti tradizionali (e tantissime altre attività commerciali) devono osservare le chiusure imposte.

In presenza della rigorosa applicazione del protocollo sanitario, non esiste un'attività più a rischio di un'altra solo perchè abbia scritto all'esterno Mensa Aziendale, o sia un albergo, o un'Autogrill....

  • Alberghi in Italia circa 33.000 di cui circa il 50% con ristorante

  • Autogrill in Italia circa 3.800

  • Mense numero non conosciuto

In pratica decine di migliaia di attività equiparate al ristorante o che si trasformano da ristorante a mensa aziendale, possono continuare a svolgere il loro lavoro (esenti da VIRUS?), ma non i ristoranti tradizionali (i preferiti dal COVID)


Con questo affermiamo il nostro estremo disappunto esclusivamente alla normativa che riteniamo discriminante e preclusiva del diritto al lavoro di tutti e non ai colleghi esercenti che effettuano questo tipo di servizio rispettando le leggi vigenti.


Riportiamo in ogni caso per favorire le attività che volessero farne richiesta note di Confesercenti, Ministero degli Interni, Prefettura di Firenze e Regione Toscana



Il ristorante che svolga servizio sostitutivo di mensa aziendale puo' continuare a effettuare il servizio a favore dei dipendenti delle aziende con le quali ha stipulato un contratto in tal senso - sia in zona arancione che in zona rossa, ai sensi del dpcm 2 marzo 2021 - poiché è da ritenere che tale servizio, anche se limitato a una cerchia determinata di persone, rientri tra le attività dei servizi di ristorazione consentite.


Ciò trova piena conferma nell'avviso espresso dal Ministero dell'Interno con la circolare del 22/01/2021 prot. 15350/117(2).

In merito alla nota della Prefettura di Firenze del 24/02/2021 si conferma che l’attività di mensa richiede specifica SCIA, ma si ritiene che l'esercizio di ristorazione già attivo non debba, a tal fine, presentare un'ulteriore SCIA. Infatti l’esercizio dell’attività di mensa aziendale a carattere non permanente, su basi contrattuali che contemplino l'erogazione del servizio, può essere ricompreso nell’attività di ristorazione nel rispetto della legislazione vigente in materia di attività produttive (cui fa opportunamente fa rinvio la circolare) e, ovviamente, delle misure di prevenzione del contagio.

Al riguardo si fa presente che l’esercente un’attività di ristorazione è in possesso non solo dei requisiti morali previsti per le mense aziendali, ma anche dei requisiti professionali e comunali previsti dalla l.r. 62/2018 (Codice del commercio). Si richiamano infine gli adempimenti segnalati nella predetta circolare per facilitare gli accertamenti da parte degli organi vigilanza, ovvero rendere disponibile copia dei contratti sottoscritti con le aziende nonché degli elenchi nominativi del personale preventivamente individuato quale beneficiario del servizio.


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